“… una signora, camminando sulla pavimentazione grigliata del nuovo parcheggio allestito, è inciampata cadendo rovinosamente…”
Questo trafiletto di cronaca induce, inevitabilmente, alcune riflessioni di carattere generale circa l’evoluzione urbanistica, l’individuazione dei fatti urbani e il funzionalismo, in sintesi: il processo di trasformazione urbanistica di una città.
Certo la riflessione non potrà avere riguardo il piano estetico, tantomeno, quello artistico, ambiti per i quali occorrono solide e specifiche basi di conoscenza e profonde argomentazioni e, spesso, solo utili a sterili polemiche di contrapposizione (ogni scarrafone è bell’a mamma soja), cosa che esula dalle intenzioni di queste righe.
Sottolineare l’attuale allestimento di piazza U. Ricci, sembra interessante per affrontare e capire le dinamiche urbane e il ruolo della Politica su di esse, peraltro la piazza in argomento è forse l’unica (con piazza Matteotti) che può fregiarsi a pieno titolo di tale sostantivo (area libera, più o meno spaziosa di forma quadrangolare ecc. cfr. voc. Treccani) infatti, le altre che insistono sul nostro territorio sono, perlopiù, aree di parcheggio o slarghi.
La prima riflessione sul piano urbanistico che viene in rilievo è su come, chi ha realizzato l’allestimento della piazza, l’abbia identificata quale elemento primario della città, punto fisso che segna le vicende architettoniche di quest’ultima, manufatto dalle diverse funzioni trasformato nel tempo ma impresso nell’immagine della città: può definirsi fatto urbano. Chi vive e percorre questo spazio associa delle impressioni, positive o negative, restituendo l’immagine della città non come elemento plasmato dalla funzione. Peccato che i fatti urbani sono assimilabili a monumenti, ma il processo dinamico di una città tende più all’evoluzione che alla conservazione. (cfr. Teoria dei fatti urbani . A. Rossi 1965)
Conseguentemente, la seconda riflessione attiene alle nuove strutture territoriali, interconnesse, policentriche, futuro dei territori e già in essere per i Comuni della Bassa Romagna attraverso l’attuazione dell’Unione intercomunale, con complementarietà e integrazione funzionale, cardini del processo di agglomerazione con spazi da costruire.
In tali dinamiche la mobilità diviene fondamentale e l’assetto urbanistico dovrà evolversi a supporto delle nuove esigenze, il sistema policentrico trasforma le connessioni in una rete costituita da aste e nodi ove localizzare infrastrutture.
Sul nostro territorio la riqualificazione policentrica può passare attraverso questa sistemazione di piazza Umberto Ricci? Spazio slow per muoversi con tranquillità e risolve i problemi della vita di tutti giorni, ma anche una dimensione fast, veloce, possibilità di collegarsi con altre realtà del territorio e oltre?
Infine, il piano Politico-Amministrativo, anche se la Politica non potrà mai essere esaustiva, in quanto limitata nella scelta del “bene attuato”, comunque crea aspettative dal momento che, tra le sue espressioni, è anche arte, cioè mestiere, capacità di saper fare con senso artistico per il fatto che richiede il nuovo, il futuro, la novità e ricerca il dialogo, insieme per fare qualcosa.
Amministrare il patrimonio pubblico e tutelarlo per il bene comune è, prima di tutto testimonianza di valori e di principi a disposizione della collettività agendo con la diligenza del buon padre di famiglia (cfr, c.c.) che rimanda a canoni di lealtà, impegno, rigore, onestà, perizia ecc..
Pertanto, la Politica sul futuro della città svolge il ruolo di principale attore anche nella sua evoluzione dinamica urbana. In ultima istanza deve fornire le forme della città, deve farsi carico delle proprie responsabilità ed esprimere così l’aspetto volitivo della collettività.
Rebus sic stantibus