Chi siamo

La Piazza è una associazione che mira ad affrontare i problemi di Massa Lombarda nati e cresciuti negli ultimi anni.

E’ una associazione apartitica e apolitica, poiché i problemi di Massa sono problemi di tutti i cittadini

I personaggi  più illustri di Massa Lombarda – Padre Costa Antonio

I personaggi  più illustri di Massa Lombarda – Padre Costa Antonio

di Dosi Roberto

La strada a lui intestata si trova a Ovest della città, parte  dalla via Martiri della Libertà sulla statale fino alla via Castelletto.

Nacque a Massalombarda  il 16 Settembre 1998 

Morì in zona di Massa Carrara il 10 Settembre  1944

La sua casa natale risulta essere la prima di via Trebeghino, presso la via Selice

Fu un Giovane molto attivo nel Gruppo parrocchiale incentivato dalla profonda fede religiosa dei genitori.

Non ancora maggiorenne sentiva in cuor suo una chiamata che voleva indirizzarlo verso una vita e un percorso religioso sempre più contemplativo.

Questi lo portò ad entrare nell’Eremo di Camaldoli come novizio, ma non riuscì a rimanerci che per poco tempo causa problemi di salute e dovette accettare a malincuore di lasciare il monastero per secolarizzarsi.

Tornato a Massalombarda fece un periodo di lavoro in Banca -ora Unicredit-

Dopo pochi anni decise nuovamente  di riprendere la vita ecclesiale chiedendo di entrare come novizio nella comunità di clausura dei monaci Certosini, ordine particolarmente votato alla preghiera e contemplazione.

Fu accettato e proseguì con diversi incarichi in varie Certose europee dove  prese i voti sacerdotali .

Entrò nella Certosa della Farneta in zona di Lucca nel 1938, scrisse importanti testi sulla storia del suo ordine lasciando numerosi manoscritti.

Nel 1942  fu nominato Procuratore, e con questo incarico ebbe modo di conoscere cosa succedeva fuori  dalla vita monacale di clausura, ebbe amicizie e contatti  con importanti personaggi e con la guerra in atto si avvicinò ai problemi dei bisognosi di ogni provenienza che chiedevano rifugio perché ricercati dai nazisti,

dando ospitalità a centinaia di persone con elevato spirito di Carità Cristiana fondamento della sua scelta di vita religiosa.

Ebbe modo di avvicinarsi ai gruppi di Partigiani locali aiutandoli nei contatti con gli Alleati.

A seguito di queste sue attività  e con l’aiuto di delatori i Nazisti irruppero nel monastero arrestando persone  rifugiate e molti monaci tra cui il procuratore  padre Costa, il quale fu interrogato e torturato ma mantenne il silenzio, fu fucilato il 10 Settembre 1944 in territorio di Massa Carrara.

Nel 1952 fu assegnata alla sua famiglia la “Medaglia d’oro al valor militare come Partigiano”.

Il suo nome compare  nel Monumento ai caduti partigiani nella Piazza Ricci, e gli fu titolata la via cittadina.

Nella chiesa parrocchiale è stata eretta una lapide commemorativa ad onorare la sua memoria.

-Mi sento personalmente orgoglioso  e onorato di essere suo Nipote, i suoi genitori risultano essere i miei Bisnonni.-

I personaggi più illustri di Massa Lombarda – Luigi Quadri

di Dosi Roberto

Riteniamo di presentare, nelle rassegna riguardante i personaggi Illustri a cui sono state titolate le nostre strade, come primo personaggio:

il maestro LUIGI QUADRI, nato a Massa Lombarda il 22 maggio 1856 e morto nel 1925,

La strada a lui intestata inizia dall’incrocio con via G.B.Bassi, dove esiste la casa natale, e arriva in via Dini Salvalai.

Attraverso le sue incessanti ricerche e testimonianze, ci ha consentito di conoscere una enorme quantità di memorie riguardanti i personaggi, vicende, usi e costumi che hanno contribuito alla storia della nostra città nei secoli scorsi, indubbiamente basilari per la memoria della Città.

Tutto descritto con una non comune semplicità ed espressività da ammirevole studioso, questo ci fa comprendere quanto è stato profondo il legame che il Maestro aveva con la sua città e la sua gente,

Dovremmo esserne grati e cercare di seguire i suoi intendimenti.

Ci tengo a ricordare che fu anche maestro di mio nonno paterno.

Molti dei suoi scritti sono ancora archiviati e  non consultati ed esistono diverse pubblicazioni sulle sue bibliografie.

Dai suoi numerosi scritti ho rilevato un aspetto interessante, di situazione purtroppo simile alla cronaca a noi vicina, di seguito esposto:

<<Ma torniamo al Santerno; solamente nel breve periodo tra il 1679 e il 1778 ruppe ben 14 volte. Immaginiamo prima di cotal tempo quante altre rotte saranno avvenute!
Ad impedire il frequente irrompere di quelle acque devastatrici, i nostri padri provvidero fin dal 1454 colla erezione di un alto e robusto argine, al confine di Mordano, che dal fiume (da un luogo detto Bertacca.) scorreva quasi direttamente verso occidente sino ai così detti Chiaviconi: argine che fu perenne causa di guai e di odii non mai sopiti tra noi, i Mordanesi e gl’Imolesi.
Il pericolo di una inodazione veniva anticamente segnalato percorrendo le strade a suon di tromba o col rullo del tamburo: e poscia colla
campana a martello della Chiesa parrocchiale.
A quei segnali uno, almeno per ogni casa, sia dall’interno che del Contado, doveva accorrere alla Piazza con badile o paletto, per eseguire gli ordini della Comunità, sotto pena del pagamento di 50 bajocchi.
>>


<<Onde togliere ai neghittosi ogni pretesto intorno al segno che solevasi fare in tali occasioni, venne stabilito nel 1761 che per l’avvenire il suono della campana del pubblico orologio (eretto nel 1756) avrebbe indicato il pericolo di una rotta del fiume, e quella della parrocchia avrebbe designato solamente gl’incendi.>>

dal volume “Memorie per la storia di Massalombarda”

Le sue ceneri sono riposte in un grande urna di rame che trovasi nel porticato a Est del cimitero monumentale 

PIAZZA Umberto Ricci a Massa lombarda – Riflessioni

PIAZZA Umberto Ricci a Massa lombarda – Riflessioni

“… una signora, camminando sulla pavimentazione grigliata del nuovo parcheggio allestito, è inciampata cadendo rovinosamente…”

Questo trafiletto di cronaca induce, inevitabilmente, alcune riflessioni di carattere generale circa l’evoluzione urbanistica, l’individuazione dei fatti urbani e il funzionalismo, in sintesi: il processo di trasformazione urbanistica di una città.

Certo la riflessione non potrà avere riguardo il piano estetico, tantomeno, quello artistico, ambiti per i quali occorrono solide e specifiche basi di conoscenza e profonde argomentazioni e, spesso, solo utili a sterili polemiche di contrapposizione (ogni scarrafone è bell’a mamma soja), cosa che esula dalle intenzioni di queste righe.

Sottolineare l’attuale allestimento di piazza U. Ricci, sembra interessante per affrontare e capire le dinamiche urbane e il ruolo della Politica su di esse, peraltro la piazza in argomento è forse l’unica (con piazza Matteotti) che può fregiarsi a pieno titolo di tale sostantivo (area libera, più o meno spaziosa di forma quadrangolare ecc. cfr. voc. Treccani) infatti, le altre che insistono sul nostro territorio sono, perlopiù, aree di parcheggio o slarghi.

La prima riflessione sul piano urbanistico che viene in rilievo è su come, chi ha realizzato l’allestimento della piazza, l’abbia identificata quale elemento primario della città, punto fisso che segna le vicende architettoniche di quest’ultima, manufatto dalle diverse funzioni trasformato nel tempo ma impresso nell’immagine della città: può definirsi fatto urbano. Chi vive e percorre questo spazio associa delle impressioni, positive o negative, restituendo l’immagine della città non come elemento plasmato dalla funzione. Peccato che i fatti urbani sono assimilabili a monumenti, ma il processo dinamico di una città tende più all’evoluzione che alla conservazione. (cfr. Teoria dei fatti urbani . A. Rossi 1965)

Conseguentemente, la seconda riflessione attiene alle nuove strutture territoriali, interconnesse, policentriche, futuro dei territori e già in essere per i Comuni della Bassa Romagna attraverso l’attuazione dell’Unione intercomunale, con complementarietà e integrazione funzionale, cardini del processo di agglomerazione con spazi da costruire.

In tali dinamiche la mobilità diviene fondamentale e l’assetto urbanistico dovrà evolversi a supporto delle nuove esigenze, il sistema policentrico trasforma le connessioni in una rete costituita da aste e nodi ove localizzare infrastrutture.

Sul nostro territorio la riqualificazione policentrica può passare attraverso questa sistemazione di piazza Umberto Ricci? Spazio slow per muoversi con tranquillità e risolve i problemi della vita di tutti giorni, ma anche una dimensione fast, veloce, possibilità di collegarsi con altre realtà del territorio e oltre?

Infine, il piano Politico-Amministrativo, anche se la Politica non potrà mai essere esaustiva, in quanto limitata nella scelta del “bene attuato”, comunque crea aspettative dal momento che, tra le sue espressioni, è anche arte, cioè mestiere, capacità di saper fare con senso artistico per il fatto che richiede il nuovo, il futuro, la novità e ricerca il dialogo, insieme per fare qualcosa.

Amministrare il patrimonio pubblico e tutelarlo per il bene comune è, prima di tutto testimonianza di valori e di principi a disposizione della collettività agendo con la diligenza del buon padre di famiglia (cfr, c.c.) che rimanda a canoni di lealtà, impegno, rigore, onestà, perizia ecc..

Pertanto, la Politica sul futuro della città svolge il ruolo di principale attore anche nella sua evoluzione dinamica urbana. In ultima istanza deve fornire le forme della città, deve farsi carico delle proprie responsabilità ed esprimere così l’aspetto volitivo della collettività.

Rebus sic stantibus

Quale sarà il futuro della EX-PEMPA?

L’amministrazione comunale ha di recente approvato il piano urbanistico che interessa l’ex stabilimento della PEMPA, che si affaccia su viale Repubblica, a fianco del supermercato LIDL.

Nella documentazione è riportato che il prossimo stabilimento sarà a guida Eurospin.

La superficie complessiva è pari a 12000 mq, di cui

  • 1500 metri quadrati dedicati alla vendita alimentare
  • 1648 metri quadrati dedicati ad un ampio parcheggio

E’ un progetto che porta ordine in una zona ormai abbandonata da molti anni.

Vi terremo aggiornati su ulteriori sviluppi e approfondimenti. Seguiteci!

Lo statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE

LA PIAZZA”

TITOLO I – COSTITUZIONE E SCOPI

Articolo 1) E’ costituita, ai sensi dell’art. 4 comma 1 del D.Lgs 117/2017, l’Associazione Ricreativa Culturale “LA PIAZZA” con sede in Massa Lombarda (RA); essa è retta dal presente statuto e dalle vigenti norme di legge in materia. A mezzo di specifica delibera del Consiglio Direttivo possono essere istituite diverse sedi operative e/o può essere modificata la sede legale ed operativa principale. L’associazione è apartitica,aconfessionale e senza fini di lucro.

Articolo 2) L’associazione culturale “La Piazza” può sviluppare attività ricreative e culturali nonché nei settori dello sport per la promozione, la divulgazione, il sostegno, lo sviluppo, la tutela, l’approfondimento e la continuità delle tradizioni, della cultura, della storia, dell’economia, della cronaca e dell’attualità dell’intero contesto territoriale massese, comprese quelle discipline e funzioni di carattere educativo, pedagogico e civico, con particolare e specifica attenzione a sostenibilità, inclusione e promozione sociale persino attraverso l’organizzazione di corsi di formazione e seminari di istruzione e approfondimento anche mediante l’ausilio di consulenze. L’Associazione ha durata fino al 31/12/2075.

Articolo 3) Sono compiti dell’Associazione:

  • contribuire alla conoscenza, all’approfondimento e allo sviluppo culturale e civile dei cittadini e del territorio massese, nonché alla sempre più ampia diffusione della democrazia e della solidarietà nei rapporti umani, alla pratica e alla difesa delle libertà civili, individuali e collettive;
  • Organizzare eventi, laboratori, fiere e mercati, conferenze, workshop, corsi di formazione, degustazioni, concorsi, incontri con la stampa, convegni rivolti alla realizzazione dello scopo sociale.;
  • avanzare proposte agli Enti pubblici per promuovere e diffondere le suddette attività;
  • organizzare attività didattiche rivolte agli associati per la ricerca e l’approfondimento delle tematiche inerenti alle attività istituzionali promosse;
  • promozione, diffusione e la pratica di ogni attività culturale, turistica, ricreativa e del tempo libero al fine di favorire i contatti tra Soci e per completare i programmi di formazione, per attuare le iniziative di studio;
  • istituzione di centri estivi ed invernali con finalità sportive, culturali, ricreative, turistiche e del tempo libero;
  • organizzazione e promozione di convegni, congressi, viaggi, corsi, centri di studio e addestramento nel campo educativo, ricreativo, turistico e del tempo libero;
  • edizione e diffusione di riviste, e di ogni altra pubblicazione connessa alle attività sopra indicate;
  • gestire e possedere, prendere o dare in locazione qualsiasi tipo di impianto sia immobile che mobile, fare accordi con altre associazioni o terzi in genere, nonché trasferire la propria sede od aprire sedi secondarie in Italia o all’estero, potrà, inoltre, compiere ogni operazione di carattere mobiliare, immobiliare e finanziario che fosse ritenuta utile, necessaria e pertinente;
  • le attività dell’associazione e le sue finalità sono ispirate a principi di pari opportunità tra uomini e donne e rispettose dei diritti inviolabili della persona.

Le attività descritte sono svolte dall’Associazione, prevalentemente tramite prestazioni volontarie fornite dai propri associati. In nessun caso l’attività svolta dagli aderenti potrà essere retribuita. Normalmente agli associati potranno solo essere rimborsate dall’Associazione le spese “vive” e quelle di viaggio effettivamente sostenute, previa presentazione di documentazione ed entro limiti e specifiche preventivamente stabilite dall’Assemblea dei soci.

Articolo 4) Il numero dei Soci è illimitato. All’Associazione possono aderire tutti i residenti nel territorio italiano; tutti i Soci maggiorenni godono, al momento dell’ammissione, del diritto di partecipazione alle Assemblee Sociali con diritto di elettorato attivo e passivo. La qualifica di Socio, altresì, dà diritto a frequentare la sede sociale ed eventuali sedi secondarie, secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo.

Articolo 5) Per essere ammessi a Socio è necessario presentare domanda di ammissione a Socio al Consiglio Direttivo o alla persona da esso incaricata, anche verbalmente, dichiarando di attenersi al presente Statuto ed alle deliberazioni degli Organi Sociali. La validità della qualità di Socio, viene efficacemente conseguita all’atto di presentazione della domanda di ammissione, è subordinata all’accoglimento della domanda stessa da parte del Consiglio Direttivo o di suoi incaricati (almeno 2) e si considera tacitamente ratificata, senza bisogno di apposita Assemblea, a meno che non si verifichi la mancata accettazione motivata della domanda stessa entro il termine di 30 giorni dalla presentazione (periodo di osservazione previsto dal Consiglio stesso), in questo caso è ammesso ricorso all’Assemblea ordinaria dell’aspirante socio.

Articolo 6) La presentazione della domanda di ammissione, a discrezione del Consiglio Direttivo dell’Associazione o alle persone da esso incaricate, anche verbalmente, dà diritto a ricevere, anche immediatamente, la Tessera Sociale. All’atto del rilascio della Tessera Sociale il richiedente, ad ogni effetto, acquisirà la qualifica di Socio per un intero anno sociale; non sono ammessi Soci temporanei (come previsto dal comma 8 lettera c- art.148 del TUIR). Nel caso la domanda venga respinta l’interessato potrà presentare ricorso sul quale si pronuncia in via definitiva l’Assemblea Ordinaria. Le dimissioni da Socio vanno presentate per iscritto al Consiglio Direttivo dell’Associazione. Sono Soci tutti coloro che partecipano alle attività sociali dell’Associazione, previa iscrizione alla stessa. Possono far parte dell’Associazione, in qualità di Soci, sia le persone fisiche sia Enti e/o Associazioni come un unico Socio, rappresentate dal legale rappresentante con un solo voto alle Assemblee Sociali. Nel caso di domande di ammissione a Socio presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà parentale. Lo status di Associato non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare né per successione a titolo universale, né per atto tra vivi, né a causa di morte (come previsto dal comma 8 lettera f- art.148 del TUIR). In caso di espulsione del Socio, è ammesso appello all’Assemblea dei Soci e, in attesa di tale pronuncia il socio rimane sospeso.

Articolo 7) I Soci hanno diritto di frequentare i locali dell’Associazione ed eventuali sedi secondarie e di partecipare alle attività organizzate dall’Associazione stessa con le modalità stabilite di volta in volta dal Consiglio Direttivo.

Articolo 8) I Soci sono tenuti:

  • al pagamento della Tessera Sociale;
  • alla realizzazione/partecipazione attiva delle attività qualora richiesta dal Consiglio Direttivo o dall’Assemblea;
  • al pagamento delle eventuali quote e contributi sociali annuali, come ad es. la quota annuale di iscrizione, o periodici in funzione alla partecipazione ad attività istituzionali periodiche, necessari per la realizzazione delle attività organizzate, potendo così contribuire al finanziamento vitale delle attività stesse;
  • all’osservanza dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli Organi Sociali, comprese eventuali integrazioni della cassa sociale attraverso versamenti di quote e contributi associativi straordinari.

Articolo 9) I Soci che cessano di appartenere all’Associazione, decadono, sono espulsi o radiati nei seguenti casi:

  • dimissioni volontarie;
  • quando non ottemperino alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni o alle deliberazioni prese dagli Organi Sociali;
  • quando si rendono morosi nel pagamento della tessera e delle Quote Sociali senza giustificato motivo;
  • radiazione deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti i Consiglio Direttivo, pronunciata contro il Socio che commette azioni ritenute disonorevoli entro e fuori dell’Associazione o che, con la sua condotta, costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio o alla destabilizzazione della vita associativa;
  • quando, in qualunque modo arrechino danni morali o materiali all’Associazione. Il provvedimento del Consiglio Direttivo dovrà essere ratificato, alla prima occasione, dall’Assemblea Ordinaria.
  • mortis causa. Lo status di socio non è trasmissibile a terzi né per successione a qualsiasi

titolo, né per atto tra vivi.

L’Associato radiato non può essere più riammesso ad eccezione dei Soci radiati per morosità, i quali potranno, dietro domanda, essere riammessi pagando una nuova quota di iscrizione. Tale riammissione in ogni caso sarà deliberata dalla prima Assemblea dei Soci.

TITOLO II – PATRIMONIO SOCIALE

Articolo 10) Il patrimonio sociale è indivisibile ed è costituito:

– dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell’Associazione;

– dai contributi di enti ed associazioni, erogazioni, donazioni, lasciti diversi, quote e contributi associativi, proventi derivanti dalle attività organizzate dall’Associazione;

– da eventuali fondi di riserva. All’Associazione è vietato distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte di legge (come previsto dal comma 8 lettera a- art.148 del TUIR).

Articolo 11) Le somme versate per la tessera e per le quote sociali non sono rimborsabili in nessun caso.

TITOLO III – RENDICONTO ECONOMICO

Articolo 12) Il rendiconto economico comprende l’esercizio sociale dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno e deve essere presentato dal Consiglio Direttivo all’assemblea entro il 30 aprile dell’anno successivo. Il rendiconto economico deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare, in modo corretto e veritiero, la situazione patrimoniale ed economico/finanziaria dell’Associazione (come previsto dal comma 8 lettera d, art.148 del TUIR).

Articolo 13) L’Associazione è senza fini di lucro ed i proventi dell’attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette. Il residuo attivo del rendiconto dovrà essere reinvestito nell’associazione stessa per gli scopi istituzionali e/o per l’acquisto/rinnovo degli impianti, attrezzature, beni mobili ed immobili necessari all’Associazione stessa, o utilizzato nei termini previsti dalle leggi in vigore in materia.

TITOLO IV – ASSEMBLEA

Articolo 14) Le Assemblee dei Soci possono essere ordinarie e straordinarie. L’Assemblea Ordinaria viene convocata ogni qualvolta se ne reputi la necessità per la delibera di quanto sottoesposto:

  • approva le linee generali del programma di attività per l’anno sociale;
  • elegge il Consiglio Direttivo con voto a scrutinio segreto (ogni socio può indicare nominativi di

soci fino al massimo pari al numero dei componenti del Consiglio Direttivo stabiliti dall’assemblea);

  • procede alla nomina delle Cariche Sociali con voto palese;
  • elegge la commissione elettorale composta da almeno 3 membri che propone il nome dei Soci candidati e controlla lo svolgimento delle elezioni;
  • approva il rendiconto economico/finanziario consuntivo e l’eventuale preventivo;
  • approva gli stanziamenti per iniziative previste dal presente statuto;
  • delibera su tutte le questioni attinenti alla gestione sociale.

La convocazione dell’assemblea ordinaria avverrà minimo 8 giorni prima mediante affissione di avviso nella sede dell’Associazione o comunicazione agli associati (come previsto dal comma 8 lettera e- art.148 del TUIR). L’Assemblea deve essere convocata obbligatoriamente almeno una volta all’anno, entro il 30 aprile di ciascun anno, per l’approvazione del rendiconto economico e finanziario, per la discussione sull’attività svolta e per la programmazione delle attività future. Spetta all’Assemblea deliberare in merito all’eventuale modifica dello Statuto e dei regolamenti e alla nomina degli organi direttivi dell’Associazione.

Articolo 15) L’Assemblea Straordinaria è convocata:

  • tutte le volte il Consiglio lo reputi necessario;
  • ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata almeno metà dei Soci.

L’Assemblea dovrà avere luogo entro 20 giorni dalla data in cui viene richiesta.

Articolo 16) In prima convocazione l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita con la presenza di metà più uno dei Soci; in seconda convocazione l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei Soci presenti su tutte le questioni poste all’ordine del giorno.

Articolo 17) Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea generale dei Soci, convocata in seduta straordinaria. Lo scioglimento dell’Associazione, sempre con delibera dell’Assemblea generale dei Soci, avviene anche quando dovesse venir meno il numero minimo dei componenti del Consiglio Direttivo previsto dalla legge e non vi sia la rielezione in tempi ragionevoli dei membri del Consiglio mancanti; in questo caso l’Associazione è costretta a cessare in quanto viene a mancare l’Organo Direttivo vitale preposto al coordinamento e direzione delle attività istituzionali. L’Assemblea, all’atto dello scioglimento dell’Associazione, delibererà in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo del patrimonio dell’Associazione stessa. La destinazione del patrimonio residuo avverrà a favore di altra associazione che persegua finalità analoghe ovvero ai fini sportivi in conformità a quanto previsto dalla legge 289 / 2002 ed eventuali successive modificazioni, o nuove disposizioni legislative in materia (come previsto dal comma 8 lettera b- art.148 del TUIR).

Articolo 18) Le votazioni possono avvenire per alzata di mano, od a scrutinio segreto. Alla votazione possono partecipano tutti i presenti che abbiano la qualifica di Socio.

Articolo 19) L’Assemblea, tanto Ordinaria che Straordinaria, è presieduta da un Presidente nominato dall’Assemblea stessa; le deliberazioni adottate dovranno essere riportate su apposito libro dei verbali.

TITOLO V – CONSIGLIO DIRETTIVO

Articolo 20) Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di tre e da un massimo di nove membri, eletti dall’Assemblea dei Soci. Nel proprio ambito il Consiglio Direttivo nomina il Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario e fissa le mansioni eventuali degli altri consiglieri in ordine all’attività svolta dall’Associazione per il conseguimento dei propri fini istituzionali. Tutti i soci maggiorenni in regola con il pagamento della quota sociale possono essere eletti. E’ riconosciuto al Consiglio di cooptare altri membri fino ad un massimo di un terzo dei suoi componenti. Le funzioni dei membri del Consiglio Direttivo sono completamente gratuite e saranno rimborsate solo le spese inerenti all’espletamento dell’incarico. Il Consiglio Direttivo rimane in carica tre anni e i suoi componenti sono rieleggibili. Le deliberazioni verranno adottate a maggioranza. In caso di parità prevarrà il voto del Presidente.

Articolo 21) Il Consiglio Direttivo si riunisce ordinariamente almeno tre volte all’anno e straordinariamente ogni qualvolta lo ritenga necessario o ne facciano richiesta la metà più uno dei consiglieri.

Può essere convocato con avviso scritto, con e-mail o applicazioni su telefono cellulare di messaggeria istantanea contenenti l’ordine del giorno, da recapitarsi a tutti i consiglieri a cura del Presidente almeno otto giorni prima della data di convocazione.

Articolo 22) Sono compiti del Consiglio Direttivo:

  • redigere i programmi di attività sociale previsti dallo statuto sulla base delle linee approvate dall’assemblea dei Soci;
  • redigere il rendiconto economico/finanziario da sottoporre all’Assemblea dei Soci;
  • fissare le date delle Assemblee Ordinarie dei Soci da indire almeno una volta all’anno e convocare l’Assemblea Straordinaria dei Soci qualora lo reputi necessario o venga chiesto dai Soci stessi;
  • decidere sull’impiego del residuo del bilancio da sottoporre all’Assemblea;
  • redigere gli eventuali regolamenti interni relativi all’attività;
  • adottare, qualora si dovessero rendere necessari, i provvedimenti di radiazione verso i Soci;
  • deliberare sulle ammissioni o meno dei nuovi Soci, qualora si verifichi tale necessità;
  • deliberare la quota di iscrizione dei Soci che entreranno a far parte dell’Associazione e quella di partecipazione dei già Soci per gli anni successivi;
  • favorire la partecipazione dei Soci all’attività dell’Associazione.

Nell’esercizio delle sue funzioni il Consiglio Direttivo può avvalersi di responsabili di commissioni di lavoro da esso nominati. Detti responsabili possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo con voto consultivo.

Articolo 23) Il Presidente rappresenta l’Associazione a tutti gli effetti di fronte a terzi e in giudizio, ne ha la Rappresentanza Legale e la Firma Sociale. Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali. Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’Associazione sia nei riguardi dei Soci che dei terzi e può aprire e gestire, anche a firma singola, Conti Correnti. Il Presidente sovrintende in particolare all’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea del Consiglio Direttivo. Il Presidente può delegare ad uno o più consiglieri parte dei suoi compiti, in via transitoria o permanente. In caso il Presidente sia impedito per qualsiasi causa all’esercizio delle proprie funzioni lo stesso viene sostituito dal Vicepresidente in ogni sua attribuzione.

TITOLO VI – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

Articolo 24) In caso di scioglimento l’Assemblea delibera sulla destinazione del patrimonio residuo (se presente), dedotte le passività (debiti residui ed obbligazioni varie in capo all’Associazione), per uno o più scopi stabiliti dal presente Statuto (ex Articolo 17) e comunque ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità legge (come previsto dal comma 8 lettera bart.148 del TUIR).

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 25) Se si stabilisce che l’Associazione si affilia ad uno o più Enti riconosciuti dal Ministero dell’Interno, ne riconosce e si conforma ai loro Statuti, Norme e Regolamenti.

Articolo 26) Per qualunque controversia sorgesse in dipendenza dalla esecuzione o interpretazione del presente Statuto e che possa formare oggetto di contenzioso in tema di rapporti tra soci o tra questi e qualsiasi organo dell’Associazione, i Soci stessi si impegnano a non aderire ad altre autorità oltre all’Assemblea dei Soci, compresa quella giudiziaria, ovvero sarà rimessa ad un giudizio di un arbitro amichevole compositore, che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale.

L’arbitro sarà scelto di comune accordo fra le parti contendenti e, in mancanza di accordo entro 30 giorni dal manifestarsi della controversia, la nomina sarà effettuata dal difensore civico.

Articolo 27) Per tutto quanto non è previsto dal presente Statuto si fa rinvio alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano, alle leggi speciali sulle associazioni vigenti.

Le linee guida

Per delineare le linee guida da cui estrarre fini e valori, individuandone i soggetti confronti dei quali andranno rivolti per la soddisfazione dei bisogni nel rispetto delle regole e della dimensione etica, occorre una visione comune.

Valori comuni da ricercane insieme attraverso il dialogo, dialogo del fare qualcosa insieme, cercare punto in comune, sintetizzare le posizioni per trovare qualcosa di condiviso, trasversale, inclusivo.

Questo richiede competenze. capacità, dedizione ma, anche, nuovo, futuro, senza preconcetti e manicheismi avendo quale paradigma il Bene Comune e la buona Cosa Pubblica, per intervenire in quei settori ritenuti indispensabili per realizzare il progetto antropocentrico della futura amministrazione.

l settori che, da una superficiale analisi di contesto esterno, mi permetto di evidenziare, ai soli fini di proposta, base, eventuale, sulla quale approfondire l’azione di programma, non in ordine di importanza, sono:

  1. Centro storico
  2. Unione
  3. Cultura
  4. Scuola
  5. Sanità
  6. Sicurezza
  7. Servizi alla persona
  8. Trasporti
  9. Economia-sviluppo-lavoro
  10. Sport
  11. Aree verdi, manifestazioni e tradizioni
  12. Territorio
  13. Patrimonio
  14. Cura della Città
  15. Volontariato-associazionismo

Le linee guida verranno tradotte in scelte. ciascuna delle quali ha un diverso orientamento (ad esempio, verso l’uomo, l’economia, la sicurezza) e che si formalizzeranno in un programma.

Il programma deve comunque tenere conto del contesto di partenza, dato dai risultati dell’attuale amministrazione e dal suo bilancio di previsione.